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A caso Pellicole

101 tentativi di non parlar male della Grande Bellezza

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“Jep, personaggio capolavoro uscito dalla penna di Sorrentino e dalla sublime arte d’attore di Toni Servillo, festeggia il suo sessantacinquesimo compleanno … “

Jep Gambardella. No voglio dire: il protagonista si chiama Jep Gambardella.


“E’ proprio così: la forza metaforica di Jep, ossia Toni Servillo, fa impressione.
Una metafora di questa Roma. Intrappolato in un microverso di mondanità e chiacchiericcio, talentuoso ma incapace di sfruttare il suo talento e nel contempo sempre drammaticamente cosciente di tutto. Metafora di una Roma eterna perchè incapace di cambiare.

Ripenso all’ultimo personaggio che non cambia di una virgola per tutto un film. Mi sa che stava in GI Joe 3D.


“In compenso Sorrentino, artista dotato come pochi altri, ha avuto la genialità necessaria per farci intuire la grande bellezza di Roma, protagonista del film, bellezza insostenibile, come sperimenta un povero turista giapponese all’inizio della pellicola“

Cioè c’è sto giapponese che ci resta secco perchè Roma è bella da morire


“Sorrentino ti parla in tanti tanti modi”.

Troppi. Sorrentino è come uno di quelli che quando fanno una battuta sentono il bisogno di ripeterla altre tre o quattro volte … e non era divertente nemmeno la prima.

E lui lo stesso. Non appena ha un’idea visiva è tutto un profluvio di carrelli, panoramiche, primi e primissimi piani.


“Sul piano figurativo l’opera di Sorrentino rammenta piuttosto per le sue impennate di astrattezza e soggettività quello di Terence Malick”.

Solo che Malick se ne sta a casa sua. Qui invece quando si abbassano le luci Paolo Sorrentino si siede accanto a te senza essere invitato, ti mette una mano sulla spalla da compagnone, indica lo schermo e inzia a parlare: adesso guarda… – dice- guarda questa faccia… bella eh? Aspeè… te la faccio rivede’…
ti guarda e ti fa l’occhiolino, compagnone Paolo Sorrentino.


“Ne Il divo c’era questa idea di raccontare un personaggio reale usando toni surreali. Una boccata d’ossigeno per il tempo”.

Ecco l’idea di farlo anche con Roma direi che siamo finiti nell’ossigenato.


“Ah La giraffe, ah i fenicotteri…”

è tutto uno zoo, ‘sta Roma è tutto uno zoo…


Buio. Schermo nero, una citazione di Celine…

No… ditemi voi… se si può sopprtare una cosa così…


Sunto del film:
ma quant’è bella Roma, ma quant’è brutta la gente, ma quant’è intelligente lui.


“Non è un caso se Jep, il protagonista del film «La grande bellezza» di Paolo Sorrentino, parla di Flaubert e del libro sul nulla che il grande romanziere francese aveva in animo di scrivere.”

Sorrentino: Cacchio questo film non parla di niente!
Tranquillo Paolo tu fa così: Mettici ‘sta citazione di Flaubert sul fatto che poi ‘nfatti sarebbe tanto bello fare un romanzo parlando del nulla. E zacchete questo diventa un film sul “nulla”… che, poi manco Flaubert c’era riuscito … Flaubert no ma noi sì… e chi c’ammazza Paolè…


Qualcuno deve aver detto a Sorrentino che è un genio e lui, evidentemente, se l’è bevuta…
… no vabbè… non ce la posso fare

Copiato e incollato da qui: articolo originale

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