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Matthew Herbert.
Matthew Herbert.

Matthew Herbert P.C.C.O.M.

Uno dei miei producer preferiti, e le regole che si è scritto addosso: niente preset, niente campioni altrui, e all'errore lo stesso diritto di una scelta.

| trikkia | A caso

Herbert è stato uno dei miei producer preferiti. E lo dico al passato solo perché nel frattempo sono invecchiato io, non la sua musica: Bodily Functions è del 2001 e ogni volta che lo rimetto su mi stupisco. Suona ancora splendidamente, caldo, storto al punto giusto, con la voce di Dani Siciliano che entra ed esce da quella house che sembra jazz (o viceversa). Non dimostra gli anni che ha. Anzi.

Il trucco, se c’è, sta tutto in queste regole. Herbert se le è scritte addosso come un voto: niente drum machine, niente preset, niente campioni di musica altrui. Che è il contrario esatto di come funziona quasi tutta la musica da cinquant’anni in qua (di campionamento come memoria collettiva ho parlato qui). Solo suoni registrati da lui: il cibo per Plat du Jour, la vita intera di un maiale, dalla nascita al piatto, per One Pig. E poi il punto 5, il mio preferito, quello che a un errore dà lo stesso diritto di cittadinanza di una scelta.

Che poi il manifesto l’aveva già scritto, in piccolo, altrove. Nel 2000 aveva chiamato la sua etichetta Accidental Records e il suo DJ mix Let’s All Make Mistakes. Facciamo tutti errori. Per fortuna.

Il contratto è del 2005, Herbert l’ha rivisto nel 2011: qui sotto c’è la versione aggiornata. L’originale non è più sul suo sito, il testo inglese si trova qui.

Contratto personale per la composizione musicale

P.C.C.O.M. · contiene il Manifesto degli Errori

Questa è una guida personale, che non è da intendersi come la maniera corretta o l’unica maniera di scrivere musica, né per sé né per altri.

  1. L’uso di suoni già esistenti non è concesso. Soggetto al punto 2. In particolare:
    • niente drum machine;
    • niente sintetizzatori;
    • niente suoni pre-programmati.
  2. Solo i suoni generati all’inizio del processo compositivo, o quelli presi dall’archivio personale dell’artista e precedentemente inutilizzati, sono disponibili al campionamento.
  3. Il campionamento di musica altrui è rigorosamente proibito.
  4. Nessuna simulazione di strumenti acustici tradizionali è consentita, laddove sussistano le possibilità finanziarie e fisiche di usare quelli veri.
  5. L’inclusione, sviluppo, propagazione, esistenza, simulazione, riconoscimento, diritto, modello, bellezza di ciò che comunemente conosciamo come “accidentale” è incoraggiato. Inoltre, nella composizione, esso ha uguale diritto delle azioni e decisioni compositive deliberate, consce e premeditate.
  6. Il banco mixer non deve essere azzerato prima dell’inizio di una nuova traccia, così da applicare equalizzazioni ed effetti casuali ai nuovi suoni. Una volta che l’arrangiamento e la registrazione della nuova musica hanno preso il via, il banco si usa normalmente.
  7. Tutti gli effetti devono essere configurati a mano: nessun preset di fabbrica o patch pre-programmata è consentito.
  8. I campionamenti non devono essere troncati della coda. Parti significative della registrazione spesso si trovano proprio lì.
  9. Va presa nota dei suoni usati, e la nota va resa pubblica.
  10. La lista dell’attrezzatura tecnica deve essere resa pubblica.
  11. Opzionale: i remix devono essere completati usando solo i suoni forniti dall’artista originale.

Matthew Herbert · 2005, rivisto nel 2011