← back to home
Edgar Degas, La Classe de danse, 1873–1876. Musée d'Orsay, Parigi.
Edgar Degas, La Classe de danse, 1873–1876. Musée d'Orsay, Parigi.

Parlare di musica è come ballare di architettura

Lo dicono tutti di Frank Zappa, ma probabilmente non è suo. Grazie lo stesso, Frank. E altri esercizi per tenersi in forma.

| trikkia | A caso

Parlare di musica è come ballare di architettura.

L’ho sempre attribuita a Frank Zappa, come quasi tutti. Poi si scopre che la frase ha avuto più padri di una canzone di Sanremo: è stata messa in bocca a Zappa, Laurie Anderson, Elvis Costello, Thelonious Monk, Steve Martin. La prima traccia scritta, secondo Quote Investigator, è del 1979 e la dà al comico e musicista Martin Mull. Costello, che l’ha resa famosa in un’intervista del 1983, gliene ha sempre riconosciuto la paternità.

Pazienza. Grazie lo stesso, Frank: tanto suona come una cosa tua.

E siccome una frase così è prima di tutto un esercizio, ne ho fatti un po’ anch’io, per tenermi in forma:

Esercizi per tenersi in forma

Parlare di x è come y di z

  1. Spiegare un sogno è come fotografare un profumo.
  2. Fare filosofia è come stirare l’acqua.
  3. Scrivere una biografia è come mettere in ordine le nuvole.
  4. Discutere di libertà è come chiedere il permesso al vento.
  5. Tradurre una poesia è come insegnare a un’ombra a parlare.
  6. Prevedere il futuro è come consultare l’oroscopo di una pietra.
  7. Misurare la felicità è come pesare un ricordo.
  8. Fare politica è come giocare a scacchi con uno specchio.
  9. Cercare la verità è come inseguire un’eco in una stanza insonorizzata.
  10. Spiegare l’ironia è come fare il solletico a un manichino.
  11. Riassumere un romanzo è come fare la valigia a un fiume.
  12. Recensire un ristorante è come raccontare un bacio per telefono.
  13. Scrivere le istruzioni di un mobile è come tradurre il silenzio in svedese.

trikkia · da un'idea di Frank (o di Martin Mull)

E il mio preferito:
Parlare di cinema è come descrivere un temporale a un pesce.

Che è anche il motivo per cui, invece di parlarne, col cinema ci gioco.